NYC – aug 10th

L’ultimo giorno per definizione è il giorno dedicato a tutto quello che avresti voluto fare, ma ancora non hai fatto. Prima di tutto il Moma, poi il traghetto fino a Staten Island, per vedere da lontano la statua della libertà, e ancora, mentre Mancio e Radix si dileguavano per acquisti vari, io e Zarfo a Wall St e poi Ground Zero. La nostra tabella di marcia non poteva non comprendere anche una passeggiata per il Lower East Side, dove mi rimane il rimpianto di non aver passato più tempo, e poi per una fermata sbagliata, il Williamsburg Bridge in metro, proprio nell’ora in cui tutto veniva avvolto dalla luce rossastra del tramonto. Ultima cena newyorkese rigorosamente a Williamsburg e la prima parte del viaggio che volgeva inesorabilmente al termine.

NYC - aug 10th 21

NYC – aug 9th

Se io fossi di New York, abiterei a Brooklyn e passerei un sacco di tempo a Williamsburg. Il quartiere in cui è tutto fico: i negozi, i ristoranti, le persone, le feste. Per esempio, di domenica, ad agosto, si deve andare a Williamsburg. Negozi vintage fatti apposta per essere svuotati, ragazzi e ragazze che ti parlano attraverso i loro corpi tatuati, street art che è arte vera, il pool party.

No, ci dovete andare assolutamente. Ne avevamo sentito parlare, ma di che si tratta? Di una ficata. Ok, sintetico, ma efficace. E dove rimane? Giù in fondo a destra, poi ve ne accorgete.

Ce ne siamo accorti. Il pool party è una festa in un parco di domenica pomeriggio. Ma visto che si tratta di Williamsburg, c’è un palco sul fiume, vista sullo skyline di Manhattan, musica elettronica fino alle 8 di sera e un botto di gente che si diverte. Più o meno come tutte le domeniche pomeriggio di agosto, in un parco qualsiasi a Roma. Impressionante. E magari incontri anche tua moglie, che non sapevi fosse brasiliana, che comunque fa sempre piacere.

Per chiudere la giornata in bellezza, mentre il Mancio si lanciava in un fantomatico afterparty, io e Zarfo, dopo una lauta cena sempre in quel di Williamsburg, ci siamo lasciati portare dalle nostre chiacchierate fino ad un parco lì vicino, giusto in tempo per vedere un ragazzo e una ragazza completamente nudi effettuare correndo un giro di campo completo, ma non abbastanza per tirarne fuori delle foto decenti. Sono andato a dormire pensando: che Paese divertente gli Stati Uniti.

NYC - aug 9th 08

NYC – aug 8th

Se vivete a Brooklyn, ma uscite tardi da casa, avete delle bici da riconsegnare a Manhattan, e come il principe cerca moglie, prima volete andare nel Queens, per nessun motivo affidatevi al navigatore dell’iphone di Radix. Comincereste a vagare senza meta nella zona di Dumbo, senza alcuna idea delle distanze da percorrere, né tanto meno della direzione da prendere. Piuttosto decidete di affrontare la salita del ponte di Manhattan, così ve li siete fatti entrambi, ripetendovi ossessivamente che alla fine di ogni salita c’è sempre una discesa. Conquistata la vetta, lasciate che la forza di attrazione gravitazionale faccia il suo, lanciandovi a tutta velocità sulla rampa che sbuca in piena Chinatown, e godetevi NewYork che vi viene prepotentemente contro. Certo il negozio delle bici è lontanto, ma pedalare è salutare, sempre. Magari c’è da prestare attenzione alla catena che può saltare, facendovi quasi ammazzare, ma voi siete tutte persone dotate di un’intelligenza quanto meno media, perciò le mie sono raccomandazioni inutili.

Era sabato, noi avevamo riconsegnato le bici e alle 3 a Central Park cominciava a suonare Boys Noize. Si sa, in America, se dicono che l’inizio di un concerto è alle 3, inizia alle 3, perché questi sono precisi. Vabbè, ma magari ci mangiamo una cosetta al volo, che non comincerà mai alle 3 spaccate. Sì invece, gli americani sono svizzeri. Aspè, me so’ perso, come fanno a essere americani e pure svizzeri? Ma perché gli svizzeri so’ svizzeri e basta? E poi dobbiamo pure trovare il posto. Per arrivare al Summer Stage non c’abbiamo messo molto e Boys Noize, nonostante sia tedesco, ha cominciato a suonare alle 5. Però eravamo nel posto giusto. A un certo punto è sbucato fuori anche Merlin Bronques, il fotografo di Lastnightsparty, uno dei siti che seguo da anni e che trovate tra i miei link. Vale la pena mettere il collegamento alla sua galleria di quel giorno, così giusto per valutare come ognuno si viva lo stesso evento come merita.

Dopo il concerto di Boys Noize, siamo tornati dalle parti di Washington Sq, in cerca di musica dal vivo. Su consiglio della cameriera israeliana del posto dove abbiamo mangiato hummus, siamo finiti al Bitter End. Tre concerti uno dietro l’altro, con gli All Left Out su tutti e la cameriera che era diventata la nostra migliore amica.

NYC - aug 8th 20

NYC – aug 7th

Qual è il mezzo migliore per visitare e conoscere davvero una città? Vi aiuto: ha il manubrio, due ruote, la sella… No, niente motorini a New York, se invece volete affittare una bici, non avete che l’imbarazzo della scelta. E noi, sempre perché siamo dei tipi veramente giusti, non ci abbiamo pensato due volte. Veloce ricerca su google: rent bike new york. Tra gli altri Pedal Pusher. Il nome ci ha convinti e nel giro di due ore eravamo in sella alle nostre citybike ammortizzate.

Con l’aiuto di Santa Graziella e del nostro vigore muscolare, ci siamo lanciati in pedalate chilometriche attraversando in lungo e in largo quella penisola che davvero ormai sentivamo nostra. Le dee sui roller a Central Park, l’Apollo Theatre e Black Jesus (God bless ya, man) ad Harlem, i cinesi a Chinatown e gli italiani a Little Italy. Poi il ponte di Brooklyn tornando verso casa. Alcune foto non saranno il massimo della nitidezza, ma voi avete mai scattato dalla bici, mentre girate per New York?

In tutto questo era venerdì e, nonostante l’acido lattico nelle gambe, dovevamo uscire. E poi avevamo un tavolo riservato al Pacha! Ecco, di questo non c’è traccia fotografica, perché i simpatici addetti della security del locale dopo averci sottoposto alla perquisizione più accurata della nostra vita, mi hanno ritirato la batteria della macchina. E meno male. Se mai doveste conoscere un’americana che vi svolta un tavolo al Pacha, ringraziatela per il disturbo, ma fingete un malore, un impegno improvviso, qualsiasi cosa, pur di non andare in quel posto. Il locale più triste della storia, arredamento decadente, musica tremenda, clientela discutibile. Unica nota positiva, le cubiste. Ma consolarsi con le cubiste fa un po’ miliardario russo e considerato che siamo dei poveracci e a stento parliamo italiano, l’unica soluzione era ubriacarsi, prima di finire a farsi foto da pubblicità nella metro.

NYC - aug 7th 39

NYC – aug 6th

Uno si sveglia per due mattine consecutive a Brooklyn ed è newyorkese, non si scappa. Colazione, docce, musica, aggiornamenti di facebook, la casa è stata definitivamente conquistata. E poi, senza alcuna fretta, fuori a sferrare un nuovo attacco a Manhattan. Dopo un po’ di giri, io, Mancio e Zarfo ci ritroviamo al Met, giusto in tempo per pagare 20 dollari, perderci in disquisizioni sul fascino onirico dei manufatti oceanici e farci cacciare poco dopo perché il museo alle cinque e mezza chiude. Certo, quando si viaggia e il tempo a disposizione è limitato, pianificare è importante, ma se uno è nella propria città ha tutta la vita per visitare con calma i luoghi più importanti, e all’uso, tornarci più volte. Perciò se al Met non abbiamo visto Caravaggio poco male, museo e opere stanno lì.

Fuori avevamo appuntamento con Radix, mentre non siamo riusciti a localizzare il Giovane Holz(N)er. Ma quando non c’erano i cellulari, se si bucava un appuntamento, erano diffusi i segnali di fumo?

Ritardi o no era pur sempre giovedì e i tipi giusti il giovedì vanno a fare l’aperitivo a Chelsea dove tutte le gallerie d’arte rimangono aperte. Noi siamo tipi giusti, ve l’assicuro, e infatti, recuperato anche il Giovane Holz(N)er, a Chelsea ci siamo andati. Ma sarà stato agosto, sarà stato che l’ora dell’aperitivo in America coincide con l’ora della nostra merenda, di gallerie aperte nemmeno l’ombra. Non rimaneva che tentare la fortuna su due barconi pieni di gente avvistati all’orizzonte. Ma le nostre felpe da battaglia stridevano con l’ambiente ammerican-glamour che si respirava a bordo, così votammo per un hamburger e una saggia ritirata a casa.

Ora le foto.

NYC - aug 6th 05

NYC – aug 5th

Le partenze mi mettono sempre ansia. L’idea del salto nell’ignoto, non sapere come sarà, non riuscire a immaginare di poter controllare le situazioni. Tutte pippe mentali che mi accompagnano fino alla sera prima dell’inizio del viaggio. Quest’anno poi ho voluto provare anche il brivido del passaporto nuovo gentilmente consegnatomi dalle nostre amate forze dell’ordine solo l’ultimo giorno utile. A tal proposito mi permetto una piccola digressione e azzardo un quiz. Mettete che abitiate in un Paese normale. Mettete che dobbiate convertire un passaporto più che valido in uno elettronico. Mettete che per una certa noncuranza antagonista non siate provvisti di carta d’identità idonea all’espatrio. Ovviamente, proprio perché abitate in un Paese normale, il vecchio passaporto vi sarà ritirato e annullato solo contestualmente alla consegna di quello nuovo, che senso avrebbe fare altrimenti? E se proprio dovete andare a Madrid per lavoro dopo aver richiesto il rinnovo, ma prima della consegna del nuovo, poco male, non vi hanno ritirato il vostro vecchio passaporto ancora valido. Ora, il quiz è questo: secondo voi l’Italia è un Paese normale? Vi aiuto io: no. Perciò ho dovuto rinviare all’infinito la richiesta di rinnovo, e va da sè quella della consegna. Così quest’anno non mi è venuta l’ansia perché sarei partito, ma se sarei partito.

E invece:
Volo di partenza Roma – New York
Mar 4 Ago 09 14:45 Roma (Fiumicino Airport) – 17:25 Amsterdam (Schiphol) Classe: Economy
Numero volo: KL3404
Tipo di aereo: Airbus A321-100/200
Operato da: Alitalia
Il tempo di attesa fino al volo successivo è 0h55
18:20 Amsterdam (Schiphol) – 20:15 New York (John F. Kennedy International) Classe: Economy
Numero volo: KL0643
Tipo di aereo: Boeing 777-200

Abbiamo cominciato il viaggio in una calda mattinata romana e passando per Amsterdam, solo scalo, signora guardia, solo scalo, ci siamo ritrovati in una casa a Brooklyn, quando l’afa newyorkese già cominciava a scemare.

L’impatto con la casa è stata una botta d’emozione e di fomento. Eravamo stanchi per il viaggio transoceanico, provati dalle code per la sicurezza e sbalorditi per l’idiozia del nostro tassista. Ci ritroviamo davanti a questo edificio a mattoncini rossi, in una zona supertranquilla di Brooklyn, con un pischello che ci spiega che è casa sua e di sua moglie e che loro vanno due settimane in Ontario dai genitori di lei e che per questo se la affittano. Se vogliamo, possiamo finire le cose in frigo. Possiamo fare lavatrici, chiedere cose al vicino. Possiamo pure organizzare una festa. Un’unica raccomandazione, se prendete l’erba, ecco, sapete qui si usa farsela portare a casa. Ecco, vi chiedo di evitare perchè poi chiedono se ne vogliamo ancora… No, vabbè, ma dove stiamo?.

Ecco questo è stato più o meno l’impatto con la casa che vedete nelle foto. Sorvolo su un trascurabilissimo problema di posti-letto, solo per non tediarvi oltre, ma soprattutto perchè io, comunque, ho dormito da paura.

La prima sera ricordo una passeggiata col Mancio,la prima birretta in terrazza e un innocente fomento.

Il giorno dopo: New York. E se arrivi in metro, non puoi mancare lo sbarco a Times Square. Il primo impatto deve essere quello. Pubblicità, colori, taxi, gente, il primo e unico hotdog. Poi visto che ci sei, Madison Sq Garden e Pennsylvania Station, così giusto per dire che ci sei stato e ti spingi fino a Washington Sq, a vedere giocare a scacchi o a goderti un concertino. Nel frattempo magari ti raggiunge anche il Giovane Holz(N)er e quindi andate a fare un giro a Soho per negozi. Passeggiando, passeggiando si fa l’ora dell’aperitivo. Perché non andare all’Emporio, a mangiare vera pizza romana e svoltare il giusto numero di pinte di birra, in piena Little Italy? Mezzi ubriachi ci siamo separati, con Zarfo e Mancio in luna di miele a piedi su Williamsburg Bridge, io, Radix e il Giovane Holz(N)er verso la casa.

Questo più o meno è stato il primo giorno e mezzo e anche ciò che troverete nelle foto che seguono.

NYC - aug 5th 09

Si parte

Domani si parte. Una settimana a New York e due in California. Mi preoccupo per quante foto avrò al ritorno. Non so se là avrò tempo per aggiornamenti fotografici, ma spero di riuscire a tenere vivo questo spazio. In ogni caso, credo che a settembre ci sarà da divertirsi.

Buona estate a chi parte e a chi resta.

WorldPress19-682_732653a

Festa in piscina. Si inizia col botto.

Siccome da qualche parte bisogna cominciare, ecco: signori, si comincia.

E siccome sono un maledetto perfezionista, ai limiti del maniacale, ovviamente stavo aspettando che tutto fosse pronto, curato nei minimi dettagli, senza una sbavatura. Intanto passavano i mesi, io accumulavo foto che diventavano vecchie nel mio hd e lavorare al sito era diventata la scusa buona per ogni occasione. Ma visto che, come suole ricordarmi quel sant’uomo del mio capo, il meglio è nemico del bene, se anche oggi non sono andato al mare, sti cazzi del meglio, mi prendo il bene e apro le danze. I dettagli li sistemerò piano piano.

Il perchè di questo sito lo trovate alla pagina about, a quest’ora dell’ultima domenica di luglio non ho molta voglia di impegnarmi a cercare parole per risultare simpatico. Ciò che più mi preme è caricare qualche foto che ho fatto ieri sera.

Siete mai stati a una festa in piscina con alcol a volontà, musica ad alto volume e uno stuolo di ragazze bellissime che vogliono solo divertirsi? Io sì.

E questo è quello che ne è venuto fuori.

Bye bye madame

Ho finito l’università da un pezzo e con l’università ho smesso anche una certa ingenua onnipotenza. E ora guardo alla leggerezza di quel periodo con la nostalgia che più m’appartiene. Nulla di grave, solo qualche attimo ad indugiare più del dovuto su situazioni, occasioni, possibilità.

Poi però mi guardo intorno e mi accorgo che le persone che hanno abitato la mia vita in quel periodo, non la abitano quasi più. Per casualità, scelta o necessità. E quel senso di nostalgia si fa un po’ più preciso, localizzato. Come una spina che non fa male, ma che col suo fastidio insiste in un posto ben definito.

Madame se ne va due anni a New York. E se ne parte anche Olivia. Come prima di loro erano partiti la Roscia e il Presidente. Per non parlare di Ascion Man, della Copperona o Eugene. Si rimane in pochi. E magari fossimo buoni.

Ora veniamo alle cose serie. La casa a NY per le vacanze ormai l’abbiamo presa, ma due anni sono lunghi e avere una casa a NY fa sempre comodo. Madame avvisata, mezza salvata.

A seguire qualche scatto della festa di arrivederci. Non ti puoi fermare là, che t’hanno dato l’aspettativa (questa so che la condivide pure qualcun’altro…).

byebyemadame05

A Livorno ci sono i Kraftwerk e Aphex Twin

Cocktail Elettrowave:

2/4 di festival di musica elettronica: Dissonanze e Sonar

1/4 di trasferta lungo la Strada Statale 1: Dave Matthews Band a Lucca

1/4 di Coccolino

Shekerare con cura e ti ritrovi a Livorno a vedere in sequenza: Offlaga Disco Pax, Kraftwerk e Aphex Twin.

Non una sera come tutte le altre. A un certo punto, ho pensato che se dovessi rinascere, non mi dispiacerebbe essere Richard D. James, aka Aphex Twin.


13 visitatori online
13 ospiti, 0 membri
Numero max di visitatori odierni: 15 alle 12:50 am GMT-2
Mese in corso: 42 alle 02-03-2012 08:28 am GMT-2
Anno in corso: 53 alle 01-23-2012 02:49 pm GMT-2
Complessivo: 100 alle 09-07-2011 02:09 pm GMT-2