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	<description>la mia vita a scatti</description>
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		<title>Loro stunt fori</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 01:40:07 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[faccio foto]]></category>

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		<description><![CDATA[Mamma mia quanto tempo è passato dall&#8217;ultimo post! Più di un mese e mezzo. Le ragioni sono varie, ma le principali sono state la voglia di prendermi una pausa dalle foto, il lavoro e soprattutto l&#8217;acquisto di un imac da 27&#8243;, che mi ha costretto a ricominciare tutto daccapo con il finder, le mele e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mamma mia quanto tempo è passato dall&#8217;ultimo post! Più di un mese e mezzo. Le ragioni sono varie, ma le principali sono state la voglia di prendermi una pausa dalle foto, il lavoro e soprattutto l&#8217;acquisto di un imac da 27&#8243;, che mi ha costretto a ricominciare tutto daccapo con il finder, le mele e i vecchi programmi che su mac non girano. Insomma, il tempo libero l&#8217;ho passato a cercare di capire come si istallano e disistallano applicazioni, ad aumentare e diminuire la luminosità del monitor e a imparare a navigare tra i menu sfiorando il dorso del magic mouse con tutta la delicatezza del mondo. La regolazione della luminosità è l&#8217;unica abilità veramente perfezionata.</p>
<p>Prima ho detto che mi sono preso una pausa dalle foto. E&#8217; vero. Sto scattando con molta meno frequenza rispetto a qualche tempo fa, ma solo perché ormai ho delle velleità. Meno foto, ma per occasioni che meritano davvero.</p>
<p>Così domenica scorsa finalmente sono riuscito ad andare a fare qualche foto a mio cugino mentre si allenava con la moto. Mio cugino meriterebbe una lunga presentazione, ma vi basti sapere che è mio cugino e che da sempre nutre una passione alternativa per i motori. Quando si dice motori, uno pensa subito alle macchine, alle gare di formula uno, a Valentino Rossi. Roba per le masse, insomma. Ma mio cugino non è uno da consumo massificato, così negli anni ha sviluppato un suo personalissimo approccio al mondo dei motori, mai banale, mai scontato. Da piccoli la passione totale erano i camion, e più erano grossi e rumorosi, più erano affascinanti. Poi fu l&#8217;epoca dell&#8217;Alfa 75, cui seguì la guida sportiva, credo con la 127. Poi l&#8217;incontro con le moto. Prima la pista, le tute in pelle e le saponette da consumare. Poi le prime pinne e la scoperta dello stuntbiking, in cui c&#8217;è tutto quello che più lo rappresenta: passione, abnegazione e pazzia.</p>
<p>Le foto che seguono vogliono essere un omaggio a <a href="http://www.swotgang.com/" target="_blank">lui</a>, al <a href="http://www.emanuelefreddo.com/" target="_blank">Freddo</a>, a Didi, a <a href="http://www.acrobaticgroup.it/" target="_blank">Iuri e Antonio</a>.</p>
<p>State fori.</p>
<p><a href="http://www.danessunaparte.com/photo/faccio%20foto/Loro%20stunt%20fori/index.html" target="_self"><img class="alignleft size-medium wp-image-448" title="Stannofori_27" src="http://www.danessunaparte.com/wp-content/uploads/2010/02/Stannofori_272-700x467.jpg" alt="Stannofori_27" width="700" height="467" /></a></p>
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		<title>Nevermind Party @ Blow</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Dec 2009 14:25:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dnp</dc:creator>
				<category><![CDATA[danessunaparty]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>

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		<description><![CDATA[Problemi di digestione dopo la combo vigilia-venticinque? Increduli perché ci vuole un&#8217;abilità a sbagliare regalo tutti gli anni? Nonna prova a barare pure a sette e mezzo? A me del Natale non me ne pò fregà de meno? Fare un super festone il giorno di Santo Stefano è un ottimo modo per superare tutto questo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Problemi di digestione dopo la combo vigilia-venticinque? Increduli perché ci vuole un&#8217;abilità a sbagliare regalo tutti gli anni? Nonna prova a barare pure a sette e mezzo? A me del Natale non me ne pò fregà de meno? Fare un super festone il giorno di Santo Stefano è un ottimo modo per superare tutto questo. Se poi il festone è organizzato per promuovere il libro <a href="http://www.fermento.net/catalogo/libro.php?id=100" target="_blank">Nevermind &#8211; storie e canzoni degli anni 90</a>, buttarla sul revival degli unici anni che ci sono appartenuti davvero è tutt&#8217;uno. Ne è venuta fuori una notte indimenticabile, tutta dedicata al decennio delle nostre prime volte. Non so se ci fosse la Fanta al bar, ma il resto è stato tutto veramente anni &#8216;90, anche le pomiciate.</p>
<p style="text-align: justify;">Si è cominciato con un sound check per una piccola schiera di eletti, che solo con quello avevamo fatto serata. Provava la OneNiteBand che di lì a poco avrebbe spaccato il culo. Emanuele Mancini voce, Daniele Fiaschi chitarra, Pietro Casadei basso, Andrea Palmeri batteria. La formazione era particolarmente in forma già dal tardo pomeriggio e la morale del sound check è stata: riesci a menà de meno sulla batteria? che se continuate così manco ce fanno aprì stasera&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Poi l&#8217;aperitivo e l&#8217;arrivo delle prime persone. Oh bella, auguri eh, tutto a posto? La birra, il vino, i crostini.</p>
<p style="text-align: justify;">E poi il concerto. In scaletta da Jeremy dei Pearl Jam a Bullet with butterfly wings degli Smashing Pumpkins, passando per Grace, Lithium e Paranoid Android. Una quindicina di pezzi che hanno visto anche la featuring di Luca Quaranta alla chitarra, il bis su Killing in the name of dei RATM e come fade-out tre pezzi degli Elettrojoyce con Stefano Romiti, ex del gruppo romano. Roba forte. A rischio di essere blasfemi, questi signori sono riusciti nella difficile impresa di non far rimpiangere gli originali. Hanno fatto musica e se mi passate di nuovo questa espressione, hanno veramente spaccato il culo. Abbiamo urlato, cantato, pogato. Come solo quando ci scambiavamo ancora le cassette.</p>
<p style="text-align: justify;">A seguire l&#8217;immancabile dj set dance-pop, rigorosamente tutto dedicato all&#8217;ultimo decennio del vecchio millennio. L&#8217;adolescenza quindici anni dopo. Roba da far venire un brividino pure a Chuck Norris.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma una festa coi controcazzi, anzi come avremmo detto allora, una festa da paiura cioè troppo sghicia, oh.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora le foto. Ne ho caricate uno sproposito. Il totale dice 180. Chiedo venia, ma non sono riuscito ad affinare la selezione. Quello che posso fare è suggerirvi delle istruzioni per l&#8217;uso, per vederle senza rischiare istinti suicidi o peggio omicidi:</p>
<ol>
<li>come al solito cliccate sulla foto qui sotto</li>
<li>mettete Killing In The Name Of dei Rage Against The Machine, dai se non ce l&#8217;avete, la caricate da Youtube</li>
<li>premete F11 per lo schermo intero</li>
<li>cliccate due volte la freccia in alto a destra della galleria e impostate il ritardo a 1 secondo</li>
<li>Zarfolino sei un grande</li>
<li>buone tante foto</li>
</ol>
<p>E ricordate: saremo stati anche più magri, ma c&#8217;avevamo i brufoli.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.danessunaparte.com/photo/danessunaparty/Nevermind%20party%20@%20Blow/index.html" target="_self"><img class="alignleft size-medium wp-image-430" title="Forget this Xmas @ Blow" src="http://www.danessunaparte.com/wp-content/uploads/2009/12/Forget-this-Xmas-@-Blow-231_1-700x467.jpg" alt="Forget this Xmas @ Blow" width="700" height="467" /></a></p>
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		<title>Aftershow all&#8217;Angelo Mai</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 17:43:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dnp</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mettere mano a questo post non è cosa semplice. Quello che è successo la notte scorsa non succede tutti i giorni e poi è passato troppo poco tempo per avere la giusta distanza e poterne disquisire. E&#8217; stata senza dubbio una notte magica, di quelle che capitano una volta e basta. Siamo andati al nuovo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Mettere mano a questo post non è cosa semplice. Quello che è successo la notte scorsa non succede tutti i giorni e poi è passato troppo poco tempo per avere la giusta distanza e poterne disquisire. E&#8217; stata senza dubbio una notte magica, di quelle che capitano una volta e basta. Siamo andati al nuovo <a href="http://www.angelomai.org/" target="_blank">Angelo Mai</a>, memori di un&#8217;altra sera speciale coi Calibro 35 (di cui devo mettere qualche foto), perchè nell&#8217;aria c&#8217;era la sensazione che sarebbe stata una notte decisiva. E la lunga attesa al freddo alla fine ci ha premiati. In una botta sola Pino Marino, Andrea Pesce, Roberto Angelini con gli altri musicisti del Collettivo Angelo Mai, e ancora Paolo Benvegnù e Roberto Dell&#8217;Era, Rodrigo D&#8217;Erasmo, Manuel Agnelli. Dall&#8217;una e mezza alle cinque. Una notte di Musica scritta da nessuna parte, venuta fuori quasi per caso. Dalla quale ancora faccio fatica a riprendermi.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi scuso per la quantità forse eccessiva di foto, ma molte sono soprattutto per quelli che c&#8217;erano.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.danessunaparte.com/photo/gigs/Aftershow%20@%20Angelo%20Mai/index.html" target="_self"><img class="alignleft size-medium wp-image-423" title="DSC_0172" src="http://www.danessunaparte.com/wp-content/uploads/2009/12/DSC_0172-700x467.jpg" alt="DSC_0172" width="700" height="467" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
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		<title>This is rock and roll</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 21:51:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non c&#8217;è niente da fare. Io quando suonano i Rigenera mi scateno. Mi piace fotografarli. Non sempre tiro fuori cose decenti, un po&#8217; per colpa mia, un po&#8217; per le condizioni oggettive in cui uno si trova a fare foto. Ma, con la scusa della musica, le loro serate sono sempre l&#8217;occasione per vedere un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Non c&#8217;è niente da fare. Io quando suonano i <a href="http://www.myspace.com/rigenera" target="_blank">Rigenera</a> mi scateno. Mi piace fotografarli. Non sempre tiro fuori cose decenti, un po&#8217; per colpa mia, un po&#8217; per le condizioni oggettive in cui uno si trova a fare foto. Ma, con la scusa della musica, le loro serate sono sempre l&#8217;occasione per vedere un certo giro di persone, fare casino e ubriacarsi. L&#8217;altra sera hanno organizzato una specie di jam session roccherroll al <a href="http://www.myspace.com/56th_street" target="_blank">56th Street</a> e non si è fatto eccezione. E&#8217; finita in caciara come al solito.<br />
Io ho fatto qualche scatto, e col senno di poi, avrei potuto fare meglio. Ma siccome ultimamente lo sto dicendo un po&#8217; troppo spesso, o ci sto un po&#8217; più attento o mi rassegno ad essere una pippa.<br />
Certo potrei giustificarmi dicendo che rimanere fedeli alle luci ambientali non è mai semplice, che il flash o non spara o brucia, bla bla bla. In realtà sti cazzi della tecnica, questo è quello che ho visto, rumoroso e alcolico. Ovviamente dedicato ai Rigenera.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.danessunaparte.com/photo/gigs/rock%27n%27roll%20@%2056th%20street/index.html" target="_self"><img class="alignleft size-medium wp-image-414" title="Rock'n'roll@56th Street 144" src="http://www.danessunaparte.com/wp-content/uploads/2009/12/Rocknroll@56th-Street-1441-700x469.jpg" alt="Rock'n'roll@56th Street 144" width="700" height="469" /></a></p>
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		<title>When we were kings</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 12:50:32 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Dedicato ai miei compagni di viaggio. E&#8217; stato un piacere. Tutto vostro.</p>
<p><object width="700" height="525"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="movie" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=6983810&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=0&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=53fa20&amp;fullscreen=1" /><embed src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=6983810&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=0&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=53fa20&amp;fullscreen=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" width="700" height="525"></embed></object></p>
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		<title>Last days in USA</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 21:58:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E come ogni bella cosa che si rispetti, anche il nostro viaggio volse al termine. Il nostro, mio e di Radix, ma anche il vostro, Mancio a Zarfo, perché, ammettetelo, niente fu come prima.
Ebbene sì, questo sarà l&#8217;ultimo post dedicato a sto benedetto viaggio negli States, di cui francamente non ne potete più e forse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">E come ogni bella cosa che si rispetti, anche il nostro viaggio volse al termine. Il nostro, mio e di Radix, ma anche il vostro, Mancio a Zarfo, perché, ammettetelo, niente fu come prima.</p>
<p style="text-align: justify;">Ebbene sì, questo sarà l&#8217;ultimo post dedicato a sto benedetto viaggio negli States, di cui francamente non ne potete più e forse manco io. Piano piano ci avete seguito nelle nostre tre settimane, che nel frattempo sono diventate tre mesi. E avete visto più o meno tutto. Qualcosa è stata censurata, qualcos&#8217;altro nemmeno immortalato. Ma insomma, il nostro viaggio questo è stato. Fu vera gloria? Ai posteri l&#8217;ardua sentenza. Io che c&#8217;ero, posso dire che non fu male.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma dicevamo, il viaggio di ritorno. Ecco il viaggio di ritorno di Dnp e Radix merita qualche riga.</p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p align="justify">Partimmo da San Francisco verso le 10 e mezza di sera, dopo aver mestamente riconsegnato la Yukon all&#8217;Avis, e gli altri due gaglioffi nelle braccia di Rachel e Elisa. Volo Delta, con destinazione JFK alle 7 e 20 del mattino dopo.  Dove avremmo dovuto aspettare circa nove ore la partenza del volo KLM per Amsterdam e poi da lì Roma. Io, tatticissimo, avevo calcolato che se fossi rimasto sveglio fino al volo successivo, poi negli ultimi due voli avrei dormito come un sasso e mi sarei ritrovato la mattina a Roma fresco come una rosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo aver buttato $ 15 a testa a causa di un impiegato della Delta fattone e essere stati cazziati dalla sua collega, ci ritrovammo in aereo, dove partì un discorsone sulle nostre rispettive biografie, che nostro malgrado non ci stese, anzi ci ringalluzzì. Andammo avanti per ore. Alla fine quasi non dormimmo. Io forse mezzora. Ma tanto mi sentivo tranquillo, avevo un piano diabolico.</p>
<p style="text-align: justify;">Arrivammo a New York poco dopo le 7. Il volo successivo sarebbe partito alle 3 e qualcosa di pomeriggio. Avevamo nove ore da vivere. E quale modo migliore se non andare a visitare il famigerato <a href="http://www.ps1.org/" target="_blank">P.S. 1</a>, che non eravamo riusciti a vedere due settimane prima? Lungimiranti avevamo anche conservato il biglietto del MoMA, che, guarda un po&#8217;, dà diritto all&#8217;ingresso gratis al P.S. 1. Ma quanto stiamo avanti? Comprammo i biglietti della monorotaia per uscire dall&#8217;aeroporto, e quelli della metro, ovviamente andata e ritorno. Altri $ 15 a testa. Non sapevamo gli orari del museo, ma immaginavamo che se avesse aperto per le 9.30-10, saremmo riusciti a fare una visita rapida e poi tornare in tempo per il check-in. Ma sì, anche a esse pessimisti ce la facciamo. Peccato che sullo stesso biglietto del MoMa, ci fosse scritto, guarda un po&#8217;, anche l&#8217;orario del P.S. 1, che drammaticamente non avrebbe aperto prima delle 12. E peccato che Radix abbia dei problemi di vista, che Dio l&#8217;abbia in gloria, perché quel biglietto l&#8217;aveva preso in mano almeno quattro volte durante la notte, ma niente, l&#8217;orario lui lo vide solo una volta nella metro.</p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Fu così che ci dovemmo rassegnare a perseverare nell&#8217;ignoranza di un bel pezzo di arte contemporanea, e ripiegare molto più sommessamente su una visita fugace a sta cazzo di Union Square, con cui l&#8217;ormai mitico Radix ci aveva torturato le pudenda per l&#8217;intera settimana newyorkese, blaterando frasi sconnesse su una piazza sormontata da un fantomatico palazzo della Virgin con un buco da cui usciva fumo, e da cui partivano vie colme di ogni ben di dio, ma della quale il nostro, disgraziatamente, non rammentò il nome fino al giorno in cui prenotammo l&#8217;ostello di San Francisco. Eravamo ormai a Santa Cruz, California. Per farla corta, provammo a colmare un&#8217;altra lacuna. Però, era domenica mattina, piovigginava, la piazza era tutto un lavori in corso, noi non avevamo dormito un cazzo e avevamo pure i bagagli a mano. Proprio bella Union Square.</p>
<p align="justify">Tornati in aeroporto con largo anticipo, decidemmo di svaccarci per terra, chi a leggere, chi a vedere film sull&#8217;iphone, lascio a voi indovinare chi facesse cosa. Comunque, eravamo lì e tenevamo d&#8217;occhio la fila per entrare ai gates, che per essere l&#8217;aeroporto di New York ad agosto, sembrava una vera passeggiata, mentre il tempo scorreva tranquillamente. Il sempre lesto Radix decise anche di andare a comprare “le tabacche” che in aeroporto si svolta. Nel frattempo avevamo fatto passare tutto il tempo ed era giunto il momento di metterci in fila. Sì, ma la nostra fila non è quella, è quella dall&#8217;altra parte. Cazzo! Ma è almeno un&#8217;ora e mezza di coda e il nostro aereo parte fra mezzora scarsa. Niente, non ci rimase che fare gli italiani. Scusate, scusate, abbiamo l&#8217;aereo che parte fra poco, scusate, mentre superavamo orde di ebrei ortodossi pieni di bretelle, lacci e cappelli che necessitavano di almeno tre passaggi al metal detector, e te credo che la fila è lenta. Riuscimmo a provare anche il brivido di sentire l&#8217;annuncio: “last call for Mr. Dnp and Mr. Radix”. Un&#8217;emozione. Alla fine però ce la facemmo e memori dei comfort del volo di andata, già ci fregavamo le mani. E poi una volta saliti, dove cazzo erano le nove file di sedili? E gli schermi coi film? E l&#8217;aria condizionata a cannone? Avete mai preso un pulmino tra New York e Amsterdam? Noi sì. E per non farmi mancare niente finì pure tra una coppia di neosposi napoletani in “oneimùnn” e una famiglia di milanesi che s&#8217;era fatta il giro dei parchi, mentre Radix tomo tomo, cacchio cacchio, si spalmava addosso al finestrino lontano da tutti, vicino solo al suo iphone. Lui guardò non so quanti film, io mi feci una cultura sui ristoranti italiani sparsi in America e su cosa interessa davvero due bambine in viaggio con la famiglia. Non lo dimenticherò mai. Ovviamente, non riuscì a chiudere occhio, alla faccia dei miei astutissimi piani.</p>
<p align="justify">Ad Amsterdam andò stranamente tutto liscio, almeno all&#8217;apparenza. Arrivammo alle 6 e dopo 50 minuti prendemmo l&#8217;ultimo aereo di questa odissea. Ma, manco a dirlo, le disavventure non erano ancora finite.</p>
<p align="justify">Atterrammo a Fiumicino verso le 9 e 20, in orario, dopo 26 ore dall&#8217;inizio del nostro peregrinare,  praticamente senza aver chiuso occhio, vagamente stanchi e anche un po&#8217; incazzati perché la pacchia era finita e si stava per tornare alla triste routine. Si trattava solo di riprendere i bagagli e poi di nuovo Roma. I bagagli, appunto. Al nostro nastro (che bellezza scriverlo) si susseguirono i passeggeri di vari voli, che arrivavano e se ne andavano tronfi per la loro buona sorte. Noi no, noi rimanevamo lì. Dovevamo rassegnarci all&#8217;evidenza (cit.). I nostri bagagli non ci avevano seguito. Erano fermi chissà dove. E allora, altra fila per la denuncia, sorrisi magici per estorcere quante più informazioni possibile all&#8217;impiegata Alitalia, la preghiera di lasciarci uscire a prendere un caffè. E qui la ciliegina sulla torta.</p>
<p align="justify">I nostri bagagli erano rimasti ad Amsterdam, bontà loro, e sarebbero arrivati con il volo successivo, di lì a 3 ore. Per  consumare il sospirato caffè e tabacca, di quelle che non hai capito che svolta comprà le stecche al duty free , ci avevano fatto un foglio per uscire e rientrare agli arrivi. Ci stavamo avviando serenamente verso l&#8217;uscita, quando in prossimità della dogana, ebbi un lampo. Foglio in mano, mi risolsi, nemmeno troppo consapevole, a dare un senso alla giornata di un simpatico finanziere e azzardai: ma con questo possiamo rientrare, nevvero? E lui: ma certo, ci mancherebbe. Ehm&#8230; aspettate, venite un po&#8217;. Sì, signora guardia? Sicuri che non avete niente da dichiarare (i congiuntivi so&#8217; sfumature)? Da dove venite? Altro lampo: Radix bofonchiò un sommesso San Francisco, io uno squillante Amsterdam! Ah ha, da Amsterdam. (E&#8217; opportuno ricordare la condizione in cui versavamo, tra occhiaie, occhi rossi e una certa incazzatura mesta). Non gli è parso vero. Ci ha fatto quello che lui ha chiamato un controllo normale. Abbiamo dovuto tirare fuori qualsiasi cosa e dare spiegazioni dettagliate su provenienze e modalità di acquisizione di ciascun bene. Non male. Alla fine della pantomima, tutto il contenuto dei nostri bagagli a mano giaceva sparpagliato sul tavolo, e sticazzi dell&#8217;entropia.</p>
<p align="justify">Se avessi dovuto inventare la storia di queste tre settimane, avrei voluto avere la fantasia per immaginare un finale così. Quella perquisizione fu il degno finale non solo di un viaggio, ma anche di una storia degna di essere raccontata.</p>
<p align="justify">E ora, dopo sto sproloquio, le ultime foto. Quasi mi dispiace.</p>
<p align="justify"><a href="http://www.danessunaparte.com/photo/keep%20on%20cruising/lamerica/Last%20days%20in%20USA/index.html" target="_self"><img class="alignleft size-medium wp-image-401" title="DSC_0155" src="http://www.danessunaparte.com/wp-content/uploads/2009/11/DSC_0155-700x469.jpg" alt="DSC_0155" width="700" height="469" /></a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
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		<title>Tilt shift</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 23:39:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dnp</dc:creator>
				<category><![CDATA[cose degne]]></category>

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Da un po&#8217; di tempo Unipol ha fatto uscire uno spot creato con la tecnica del tilt shift. E visto che è un po&#8217; di tempo che volevo fare un post proprio su questo, ne approfitto.
Avete presente quelle foto  in cui i panorami sembrano un plastico e le persone pupazzetti del subbuteo? Ecco quello è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Da un po&#8217; di tempo Unipol ha fatto uscire uno spot creato con la tecnica del tilt shift. E visto che è un po&#8217; di tempo che volevo fare un post proprio su questo, ne approfitto.<br />
Avete presente quelle foto  in cui i panorami sembrano un plastico e le persone pupazzetti del subbuteo? Ecco quello è il tilt shift. Originariamente quest&#8217;effetto si otteneva con gli obiettivi basculanti, roba da professionisti veri. Se non lo conoscete vi consiglio <a href="http://www.yanceyrichardson.com/artists/olivo-barbieri/index.html?page=4" target="_blank">Olivo Barbieri</a>, uno che il tilt shift è roba sua. Ora si va soprattutto a botte di postproduzione, ma insomma l&#8217;effetto quello è: forte contrasto, colori vividi e solo una piccola porzione di foto a fuoco, per rendere tutto un plastico. Se poi si fanno migliaia di foto così, si montano in sequenza, con un po&#8217; di musica in sottofondo, ecco che si crea un nuovo genere fotografico.</p>
<p style="text-align: justify;">E i pubblicitari ne approfittano. Questo lo spot di Unipol:</p>
<p style="text-align: justify;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/1c2Qtb5BwXM&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/1c2Qtb5BwXM&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;">Questo invece uno dei video di Keith Loutit, un fotografo australiano, che coi video in tilt shift c&#8217;è diventato famoso. E si capisce pure perché.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Elc_xs-RPAU&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/Elc_xs-RPAU&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x3a3a3a&amp;color2=0x999999" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Per finire il gruppo di <a href="http://www.flickr.com/groups/59319377@N00/pool/" target="_blank">flickr </a>sull&#8217;argomento. E se ancora non vi è bastato, mettetevi su youtube o vimeo e ci passate le notti.</p>
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		<title>Velvet Cabaret</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 01:07:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dnp</dc:creator>
				<category><![CDATA[locali]]></category>
		<category><![CDATA[burlesque]]></category>
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		<category><![CDATA[micca]]></category>
		<category><![CDATA[micca club]]></category>
		<category><![CDATA[velvet]]></category>

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		<description><![CDATA[Venerdì scorso sono stato coi soliti noti al Micca per la prima serata Velvet Cabaret. Grazie alla macchinetta, ma soprattutto al flash, che ricordo fa un sacco fotografo, ho guadagnato facilmente la prima fila. Ho cominciato a scattare, ma le situazioni con luce mista non fanno per me. Foto mosse, piene di rumore, alcune fuori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Venerdì scorso sono stato coi soliti noti al Micca per la prima serata Velvet Cabaret. Grazie alla macchinetta, ma soprattutto al flash, che ricordo fa un sacco fotografo, ho guadagnato facilmente la prima fila. Ho cominciato a scattare, ma le situazioni con luce mista non fanno per me. Foto mosse, piene di rumore, alcune fuori fuoco. Una mezza schifezza. Ma non si può avere tutto. A parziale consolazione, è stata anche la prima sera in cui ho provato il flash con il cavo nuovo e ne ho intravisto le potenzialità. Ora me lo studio un po&#8217; e poi vi faccio vedere io.</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto accontentavi di questo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.danessunaparte.com/photo/gigs/velvet%20cabaret%20@%20micca/index.html"><img class="alignleft size-medium wp-image-370" title="Burlesque@Micca 03" src="http://www.danessunaparte.com/wp-content/uploads/2009/11/Burlesque@Micca-03-700x469.jpg" alt="Burlesque@Micca 03" width="700" height="469" /></a></p>
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		<title>Gavettoni</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 00:58:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dnp</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La seconda cosa bella è un video di due videoartisti e fotografi inglesi: tali christopherhewitt.com/ e tabrown.co.uk/.
Buonanotte.

Hecq Vs Exillion &#8211; Spheres Of Fury from Tim.Chris.Film on Vimeo.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La seconda cosa bella è un video di due videoartisti e fotografi inglesi: tali <a rel="nofollow" href="http://christopherhewitt.com/" target="_blank">christopherhewitt.com/</a> e <a rel="nofollow" href="http://www.tabrown.co.uk/" target="_blank">tabrown.co.uk/</a>.</p>
<p>Buonanotte.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="300" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=7199178&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="300" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=7199178&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><a href="http://vimeo.com/7199178">Hecq Vs Exillion &#8211; Spheres Of Fury</a> from <a href="http://vimeo.com/user2506239">Tim.Chris.Film</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>I change by not changing at all</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 22:17:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dnp</dc:creator>
				<category><![CDATA[cose degne]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; un po&#8217; che ci penso.
In fondo il mondo è pieno di cose belle che vengono fotografate, filmate, fissate. E una cosa bella è un diritto di tutti. Una cosa bella deve circolare. Perciò ho deciso di cominciare a usare questo spazio anche come spaccio di quelle cose in cui mi imbatto e considero degne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">E&#8217; un po&#8217; che ci penso.</p>
<p style="text-align: justify;">In fondo il mondo è pieno di cose belle che vengono fotografate, filmate, fissate. E una cosa bella è un diritto di tutti. Una cosa bella deve circolare. Perciò ho deciso di cominciare a usare questo spazio anche come spaccio di quelle cose in cui mi imbatto e considero degne di essere partecipate.</p>
<p style="text-align: justify;">La prima cosa bella è un video realizzato da Dan Chung, fotografo del Guardian, in occasione del sessantesimo anniversario della Repubblica Popolare Cinese.</p>
<p style="text-align: justify;">Due macchine Canon, tilt shift, stop motion, slow motion e l&#8217;occhio di uno che sa quello che fa, possono produrre questo:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="300" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=6853452&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="300" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=6853452&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=0&amp;color=&amp;fullscreen=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><a href="http://vimeo.com/6853452">China&#8217;s 60th Anniversary national day &#8211; timelapse and slow motion &#8211; 7D and 5DmkII</a> from <a href="http://vimeo.com/user331735">Dan Chung</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
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