<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>danessunaparte.com&#187; viaggi</title>
	<atom:link href="http://www.danessunaparte.com/category/viaggi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.danessunaparte.com</link>
	<description>la mia vita a scatti</description>
	<lastBuildDate>Sat, 26 Jun 2010 17:41:59 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.6</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>When we were kings</title>
		<link>http://www.danessunaparte.com/28/11/2009/when-we-were-kings/</link>
		<comments>http://www.danessunaparte.com/28/11/2009/when-we-were-kings/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 12:50:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dnp</dc:creator>
				<category><![CDATA[cose degne]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.danessunaparte.com/?p=314</guid>
		<description><![CDATA[Dedicato ai miei compagni di viaggio. E&#8217; stato un piacere. Tutto vostro.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dedicato ai miei compagni di viaggio. E&#8217; stato un piacere. Tutto vostro.</p>
<p><object width="700" height="525"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="movie" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=6983810&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=0&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=53fa20&amp;fullscreen=1" /><embed src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=6983810&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=0&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=53fa20&amp;fullscreen=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" width="700" height="525"></embed></object></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.danessunaparte.com/28/11/2009/when-we-were-kings/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>23</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Last days in USA</title>
		<link>http://www.danessunaparte.com/24/11/2009/last-days-in-usa/</link>
		<comments>http://www.danessunaparte.com/24/11/2009/last-days-in-usa/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 21:58:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dnp</dc:creator>
				<category><![CDATA[cose degne]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[america]]></category>
		<category><![CDATA[states]]></category>
		<category><![CDATA[usa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.danessunaparte.com/?p=394</guid>
		<description><![CDATA[E come ogni bella cosa che si rispetti, anche il nostro viaggio volse al termine. Il nostro, mio e di Radix, ma anche il vostro, Mancio a Zarfo, perché, ammettetelo, niente fu come prima.
Ebbene sì, questo sarà l&#8217;ultimo post dedicato a sto benedetto viaggio negli States, di cui francamente non ne potete più e forse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">E come ogni bella cosa che si rispetti, anche il nostro viaggio volse al termine. Il nostro, mio e di Radix, ma anche il vostro, Mancio a Zarfo, perché, ammettetelo, niente fu come prima.</p>
<p style="text-align: justify;">Ebbene sì, questo sarà l&#8217;ultimo post dedicato a sto benedetto viaggio negli States, di cui francamente non ne potete più e forse manco io. Piano piano ci avete seguito nelle nostre tre settimane, che nel frattempo sono diventate tre mesi. E avete visto più o meno tutto. Qualcosa è stata censurata, qualcos&#8217;altro nemmeno immortalato. Ma insomma, il nostro viaggio questo è stato. Fu vera gloria? Ai posteri l&#8217;ardua sentenza. Io che c&#8217;ero, posso dire che non fu male.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma dicevamo, il viaggio di ritorno. Ecco il viaggio di ritorno di Dnp e Radix merita qualche riga.</p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p align="justify">Partimmo da San Francisco verso le 10 e mezza di sera, dopo aver mestamente riconsegnato la Yukon all&#8217;Avis, e gli altri due gaglioffi nelle braccia di Rachel e Elisa. Volo Delta, con destinazione JFK alle 7 e 20 del mattino dopo.  Dove avremmo dovuto aspettare circa nove ore la partenza del volo KLM per Amsterdam e poi da lì Roma. Io, tatticissimo, avevo calcolato che se fossi rimasto sveglio fino al volo successivo, poi negli ultimi due voli avrei dormito come un sasso e mi sarei ritrovato la mattina a Roma fresco come una rosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo aver buttato $ 15 a testa a causa di un impiegato della Delta fattone e essere stati cazziati dalla sua collega, ci ritrovammo in aereo, dove partì un discorsone sulle nostre rispettive biografie, che nostro malgrado non ci stese, anzi ci ringalluzzì. Andammo avanti per ore. Alla fine quasi non dormimmo. Io forse mezzora. Ma tanto mi sentivo tranquillo, avevo un piano diabolico.</p>
<p style="text-align: justify;">Arrivammo a New York poco dopo le 7. Il volo successivo sarebbe partito alle 3 e qualcosa di pomeriggio. Avevamo nove ore da vivere. E quale modo migliore se non andare a visitare il famigerato <a href="http://www.ps1.org/" target="_blank">P.S. 1</a>, che non eravamo riusciti a vedere due settimane prima? Lungimiranti avevamo anche conservato il biglietto del MoMA, che, guarda un po&#8217;, dà diritto all&#8217;ingresso gratis al P.S. 1. Ma quanto stiamo avanti? Comprammo i biglietti della monorotaia per uscire dall&#8217;aeroporto, e quelli della metro, ovviamente andata e ritorno. Altri $ 15 a testa. Non sapevamo gli orari del museo, ma immaginavamo che se avesse aperto per le 9.30-10, saremmo riusciti a fare una visita rapida e poi tornare in tempo per il check-in. Ma sì, anche a esse pessimisti ce la facciamo. Peccato che sullo stesso biglietto del MoMa, ci fosse scritto, guarda un po&#8217;, anche l&#8217;orario del P.S. 1, che drammaticamente non avrebbe aperto prima delle 12. E peccato che Radix abbia dei problemi di vista, che Dio l&#8217;abbia in gloria, perché quel biglietto l&#8217;aveva preso in mano almeno quattro volte durante la notte, ma niente, l&#8217;orario lui lo vide solo una volta nella metro.</p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Fu così che ci dovemmo rassegnare a perseverare nell&#8217;ignoranza di un bel pezzo di arte contemporanea, e ripiegare molto più sommessamente su una visita fugace a sta cazzo di Union Square, con cui l&#8217;ormai mitico Radix ci aveva torturato le pudenda per l&#8217;intera settimana newyorkese, blaterando frasi sconnesse su una piazza sormontata da un fantomatico palazzo della Virgin con un buco da cui usciva fumo, e da cui partivano vie colme di ogni ben di dio, ma della quale il nostro, disgraziatamente, non rammentò il nome fino al giorno in cui prenotammo l&#8217;ostello di San Francisco. Eravamo ormai a Santa Cruz, California. Per farla corta, provammo a colmare un&#8217;altra lacuna. Però, era domenica mattina, piovigginava, la piazza era tutto un lavori in corso, noi non avevamo dormito un cazzo e avevamo pure i bagagli a mano. Proprio bella Union Square.</p>
<p align="justify">Tornati in aeroporto con largo anticipo, decidemmo di svaccarci per terra, chi a leggere, chi a vedere film sull&#8217;iphone, lascio a voi indovinare chi facesse cosa. Comunque, eravamo lì e tenevamo d&#8217;occhio la fila per entrare ai gates, che per essere l&#8217;aeroporto di New York ad agosto, sembrava una vera passeggiata, mentre il tempo scorreva tranquillamente. Il sempre lesto Radix decise anche di andare a comprare “le tabacche” che in aeroporto si svolta. Nel frattempo avevamo fatto passare tutto il tempo ed era giunto il momento di metterci in fila. Sì, ma la nostra fila non è quella, è quella dall&#8217;altra parte. Cazzo! Ma è almeno un&#8217;ora e mezza di coda e il nostro aereo parte fra mezzora scarsa. Niente, non ci rimase che fare gli italiani. Scusate, scusate, abbiamo l&#8217;aereo che parte fra poco, scusate, mentre superavamo orde di ebrei ortodossi pieni di bretelle, lacci e cappelli che necessitavano di almeno tre passaggi al metal detector, e te credo che la fila è lenta. Riuscimmo a provare anche il brivido di sentire l&#8217;annuncio: “last call for Mr. Dnp and Mr. Radix”. Un&#8217;emozione. Alla fine però ce la facemmo e memori dei comfort del volo di andata, già ci fregavamo le mani. E poi una volta saliti, dove cazzo erano le nove file di sedili? E gli schermi coi film? E l&#8217;aria condizionata a cannone? Avete mai preso un pulmino tra New York e Amsterdam? Noi sì. E per non farmi mancare niente finì pure tra una coppia di neosposi napoletani in “oneimùnn” e una famiglia di milanesi che s&#8217;era fatta il giro dei parchi, mentre Radix tomo tomo, cacchio cacchio, si spalmava addosso al finestrino lontano da tutti, vicino solo al suo iphone. Lui guardò non so quanti film, io mi feci una cultura sui ristoranti italiani sparsi in America e su cosa interessa davvero due bambine in viaggio con la famiglia. Non lo dimenticherò mai. Ovviamente, non riuscì a chiudere occhio, alla faccia dei miei astutissimi piani.</p>
<p align="justify">Ad Amsterdam andò stranamente tutto liscio, almeno all&#8217;apparenza. Arrivammo alle 6 e dopo 50 minuti prendemmo l&#8217;ultimo aereo di questa odissea. Ma, manco a dirlo, le disavventure non erano ancora finite.</p>
<p align="justify">Atterrammo a Fiumicino verso le 9 e 20, in orario, dopo 26 ore dall&#8217;inizio del nostro peregrinare,  praticamente senza aver chiuso occhio, vagamente stanchi e anche un po&#8217; incazzati perché la pacchia era finita e si stava per tornare alla triste routine. Si trattava solo di riprendere i bagagli e poi di nuovo Roma. I bagagli, appunto. Al nostro nastro (che bellezza scriverlo) si susseguirono i passeggeri di vari voli, che arrivavano e se ne andavano tronfi per la loro buona sorte. Noi no, noi rimanevamo lì. Dovevamo rassegnarci all&#8217;evidenza (cit.). I nostri bagagli non ci avevano seguito. Erano fermi chissà dove. E allora, altra fila per la denuncia, sorrisi magici per estorcere quante più informazioni possibile all&#8217;impiegata Alitalia, la preghiera di lasciarci uscire a prendere un caffè. E qui la ciliegina sulla torta.</p>
<p align="justify">I nostri bagagli erano rimasti ad Amsterdam, bontà loro, e sarebbero arrivati con il volo successivo, di lì a 3 ore. Per  consumare il sospirato caffè e tabacca, di quelle che non hai capito che svolta comprà le stecche al duty free , ci avevano fatto un foglio per uscire e rientrare agli arrivi. Ci stavamo avviando serenamente verso l&#8217;uscita, quando in prossimità della dogana, ebbi un lampo. Foglio in mano, mi risolsi, nemmeno troppo consapevole, a dare un senso alla giornata di un simpatico finanziere e azzardai: ma con questo possiamo rientrare, nevvero? E lui: ma certo, ci mancherebbe. Ehm&#8230; aspettate, venite un po&#8217;. Sì, signora guardia? Sicuri che non avete niente da dichiarare (i congiuntivi so&#8217; sfumature)? Da dove venite? Altro lampo: Radix bofonchiò un sommesso San Francisco, io uno squillante Amsterdam! Ah ha, da Amsterdam. (E&#8217; opportuno ricordare la condizione in cui versavamo, tra occhiaie, occhi rossi e una certa incazzatura mesta). Non gli è parso vero. Ci ha fatto quello che lui ha chiamato un controllo normale. Abbiamo dovuto tirare fuori qualsiasi cosa e dare spiegazioni dettagliate su provenienze e modalità di acquisizione di ciascun bene. Non male. Alla fine della pantomima, tutto il contenuto dei nostri bagagli a mano giaceva sparpagliato sul tavolo, e sticazzi dell&#8217;entropia.</p>
<p align="justify">Se avessi dovuto inventare la storia di queste tre settimane, avrei voluto avere la fantasia per immaginare un finale così. Quella perquisizione fu il degno finale non solo di un viaggio, ma anche di una storia degna di essere raccontata.</p>
<p align="justify">E ora, dopo sto sproloquio, le ultime foto. Quasi mi dispiace.</p>
<p align="justify"><a href="http://www.danessunaparte.com/photo/keep%20on%20cruising/lamerica/Last%20days%20in%20USA/index.html" target="_self"><img class="alignleft size-medium wp-image-401" title="DSC_0155" src="http://www.danessunaparte.com/wp-content/uploads/2009/11/DSC_0155-700x469.jpg" alt="DSC_0155" width="700" height="469" /></a></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.danessunaparte.com/24/11/2009/last-days-in-usa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Si torna</title>
		<link>http://www.danessunaparte.com/07/09/2009/si-torna/</link>
		<comments>http://www.danessunaparte.com/07/09/2009/si-torna/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 06 Sep 2009 23:38:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dnp</dc:creator>
				<category><![CDATA[viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[america]]></category>
		<category><![CDATA[usa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.danessunaparte.com/?p=166</guid>
		<description><![CDATA[E poi alla fine si torna sempre. Si torna anche dall&#8217;America.
Più o meno lo sapevate tutti che io, Mancio, Radix e Zarfo (i protagonisti in rigoroso ordine alfabetico di queste righe e non solo) siamo andati negli States. Per citare qualcuno, ci siamo fatti un viaggio da coatti. Anche se coatto il viaggio lo è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E poi alla fine si torna sempre. Si torna anche dall&#8217;America.</p>
<p>Più o meno lo sapevate tutti che io, Mancio, Radix e Zarfo (i protagonisti in rigoroso ordine alfabetico di queste righe e non solo) siamo andati negli States. Per citare qualcuno, ci siamo fatti un viaggio da coatti. Anche se coatto il viaggio lo è diventato cammin facendo, perché il processo decisionale per la vacanza di quest&#8217;anno non è stato dei più semplici. Andiamo in Giappone. No, andiamo in Israele, risparmiamo. Guarda che il Giappone non costa così tanto. Sì ma ci devi arrivare. In Israele, no, c&#8217;ho vissuto, so tutto, non vale la pena per il viaggio dell&#8217;estate. Vabbè allora andiamo in America. Andiamo in America a fare i coatti.</p>
<p>I biglietti li abbiamo fatti sull&#8217;orlo di una crisi di nervi, una sera di giugno, al mio ritorno da Barcellona, weekend Sonar. C&#8217;erano Radix e Zarfo in agguato sotto casa mia a mezzanotte con lo sguardo assassino di chi non mollerà facilmente la presa. Il Mancio? Non ricordo se era passato, per poi scomparire. Comunque, siamo saliti da me e, forniti di due postazioni computer, ci siamo chiusi in un contest alla ricerca del biglietto che ci avrebbe portato al di là dell&#8217;Oceano, a fare i coatti. E&#8217; stata durissima. Abbiamo provato un numero imprecisato di combinazioni e i biglietti inspiegabilmente continuavano a variare. Stavamo per gettare la spugna, quando santa KLM ci è venuta in soccorso con un volo Roma-New York che brillava sotto i nostri occhi. Ai voli interni avremmo pensato poi, ora si trattava di assicurarci l&#8217;uscita dal Raccordo. Alle 2 avevamo un&#8217;email su cui c&#8217;erano scritti i nostri nomi, gli orari e i giorni di un biglietto a/r Roma-New York. Da quel momento eravamo in viaggio. Eddaje!</p>
<p>Ecco, ora sapete anche che non siamo rimasti a cuocere marshmellows sul fuoco. Siamo tornati, tutti. Chi prima e chi dopo, è vero, ma ciò che conta è che alla fine siamo di nuovo tutti qui. In mezzo tutto quello che vedrete nei post che seguiranno. Quasi tre settimane di viaggio e di scatti tra New York e la California.</p>
<p>Breve nota redazionale per mettere le mani avanti: procederò a rilento nella pubblicazione, un po&#8217; perché non ho tempo, un po&#8217; perché soffro sempre di manie di perfezionismo. E&#8217; in corso una riorganizzazione delle gallerie fotografiche del sito, perciò alcune cose potrebbero essere doppie e potrebbe non esserci molta coerenza, ma piano piano sistemo tutto.</p>
<p>Ora, dopo aver fatto montare l&#8217;attesa, è giunto il momento di pubblicare qualcosa. Cominciamo dal <a href="http://www.danessunaparte.com/05/08/2009/nyc-aug-5th/" target="_self">primo giorno</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.danessunaparte.com/07/09/2009/si-torna/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>San Francisco &#8211; aug 21st</title>
		<link>http://www.danessunaparte.com/21/08/2009/san-francisco-aug-21st/</link>
		<comments>http://www.danessunaparte.com/21/08/2009/san-francisco-aug-21st/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 21 Aug 2009 09:37:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dnp</dc:creator>
				<category><![CDATA[viaggi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.danessunaparte.com/?p=389</guid>
		<description><![CDATA[Continuando nella nostra scoperta di luoghi affatto turistici, dedicammo il penultimo giorno di San Francisco al Golden Gate Bridge e alle strade di Haight Ashbury, culla del movimento hippie, dove io, alla faccia del peace &#38; love, ho rischiato gli schiaffi da un b-boy bianco non molto incline a farsi fotografare per strada. La sera, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Continuando nella nostra scoperta di luoghi affatto turistici, dedicammo il penultimo giorno di San Francisco al Golden Gate Bridge e alle strade di Haight Ashbury, culla del movimento hippie, dove io, alla faccia del peace &amp; love, ho rischiato gli schiaffi da un b-boy bianco non molto incline a farsi fotografare per strada. La sera, invece, perchè non siamo per nulla abitudinari, andammo all&#8217;Amnesia a Mission, dove ci raggiunsero anche Rachel e Elisa, le due sorelle americane che avrebbero ospitato Mancio e Zarfo nella settimana a venire, lml.</p>
<p style="text-align: justify;">Cazzo, il viaggio sta veramente per finire.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.danessunaparte.com/photo/keep%20on%20cruising/lamerica/San%20Francisco%20-%20aug%2021st/index.html" target="_self"><img class="alignleft size-medium wp-image-390" title="DSC_0132" src="http://www.danessunaparte.com/wp-content/uploads/2009/11/DSC_0132-700x469.jpg" alt="DSC_0132" width="700" height="469" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.danessunaparte.com/21/08/2009/san-francisco-aug-21st/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>26</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>San Francisco &#8211; aug 20th</title>
		<link>http://www.danessunaparte.com/20/08/2009/san-francisco-aug-20th/</link>
		<comments>http://www.danessunaparte.com/20/08/2009/san-francisco-aug-20th/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 20 Aug 2009 16:26:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dnp</dc:creator>
				<category><![CDATA[viaggi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.danessunaparte.com/?p=374</guid>
		<description><![CDATA[Di Mission e di Castro. Di oggetti sospesi e di persone appese. Di Tartine Bakery e di Zarfolino in serie. Dello shopping e dei &#8220;burritos grandi come neonati&#8221; (cit.).

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di Mission e di Castro. Di oggetti sospesi e di persone appese. Di <a href="http://www.tartinebakery.com/" target="_blank">Tartine Bakery</a> e di Zarfolino in serie. Dello shopping e dei &#8220;burritos grandi come neonati&#8221; (cit.).</p>
<p><a href="http://www.danessunaparte.com/photo/keep%20on%20cruising/lamerica/San%20Francisco%20-%20aug%2020th/index.html"><img class="alignleft size-medium wp-image-376" title="DSC_0022" src="http://www.danessunaparte.com/wp-content/uploads/2009/08/DSC_0022-700x467.jpg" alt="DSC_0022" width="700" height="467" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.danessunaparte.com/20/08/2009/san-francisco-aug-20th/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>San Francisco &#8211; aug 19th</title>
		<link>http://www.danessunaparte.com/19/08/2009/san-francisco-aug-19th/</link>
		<comments>http://www.danessunaparte.com/19/08/2009/san-francisco-aug-19th/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 19 Aug 2009 12:04:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dnp</dc:creator>
				<category><![CDATA[viaggi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.danessunaparte.com/?p=357</guid>
		<description><![CDATA[Passammo il primo giorno di San Francisco a passeggio tra Chinatown, una delle Chinatown più Chinatown d&#8217;America (ricordate &#8220;Grosso Guaio a Chinatown&#8221;? non a caso lo girarono qui) e North Beach, l&#8217;ex Little Italy. Da registrare uno Zarfolino in grandissimo spolvero. Fu anche il giorno in cui al Mancio arrivò, chissà perchè a nome mio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Passammo il primo giorno di San Francisco a passeggio tra Chinatown, una delle Chinatown più Chinatown d&#8217;America (ricordate &#8220;Grosso Guaio a Chinatown&#8221;? non a caso lo girarono qui) e North Beach, l&#8217;ex Little Italy. Da registrare uno Zarfolino in grandissimo spolvero. Fu anche il giorno in cui al Mancio arrivò, chissà perchè a nome mio poi, il famoso pacchetto con il cellulare smarrito. David Le Barron rimarrà per sempre nel suo cuore.</p>
<p><a href="http://www.danessunaparte.com/photo/keep%20on%20cruising/lamerica/San%20Francisco%20-%20aug%2019th/index.html" target="_self"><img class="alignleft size-medium wp-image-358" title="DSC_0085" src="http://www.danessunaparte.com/wp-content/uploads/2009/11/DSC_0085-700x467.jpg" alt="DSC_0085" width="700" height="467" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.danessunaparte.com/19/08/2009/san-francisco-aug-19th/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Santa Cruz – aug 18th</title>
		<link>http://www.danessunaparte.com/18/08/2009/santa-cruz-aug-18th/</link>
		<comments>http://www.danessunaparte.com/18/08/2009/santa-cruz-aug-18th/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2009 20:48:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dnp</dc:creator>
				<category><![CDATA[viaggi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.danessunaparte.com/?p=344</guid>
		<description><![CDATA[
Giornata senza particolari sussulti, trascorsa in svacco totale tra negozi vintage e la spiaggia di Santa Cruz, prima di prendere la strada per San Francisco. L&#8217;ultima tappa del viaggio.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Giornata senza particolari sussulti, trascorsa in svacco totale tra negozi vintage e la spiaggia di Santa Cruz, prima di prendere la strada per San Francisco. L&#8217;ultima tappa del viaggio.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><a href="http://www.danessunaparte.com/photo/keep%20on%20cruising/lamerica/Santa%20Cruz%20-%20aug%2018th/index.html" target="_self"><img class="alignleft size-medium wp-image-345" title="DSC_0025" src="http://www.danessunaparte.com/wp-content/uploads/2009/10/DSC_0025-700x469.jpg" alt="DSC_0025" width="700" height="469" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.danessunaparte.com/18/08/2009/santa-cruz-aug-18th/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Miles and miles – aug 17th</title>
		<link>http://www.danessunaparte.com/17/08/2009/miles-and-miles-%e2%80%93-aug-17th/</link>
		<comments>http://www.danessunaparte.com/17/08/2009/miles-and-miles-%e2%80%93-aug-17th/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 17 Aug 2009 22:31:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dnp</dc:creator>
				<category><![CDATA[viaggi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.danessunaparte.com/?p=341</guid>
		<description><![CDATA[
Una giornata di viaggio, per quanto esaltante e catartica, non bastò da Las Vegas a raggiungere la costa. Anzi Ridgecrest, il buco di culo del mondo dove avevamo pernottato, era ancora piuttosto lontana dall&#8217;Oceano. Perciò ci toccò la terza giornata consecutiva di macchina, anzi la quarta se contiamo anche il safari a Los Angeles. E [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Una giornata di viaggio, per quanto esaltante e catartica, non bastò da Las Vegas a raggiungere la costa. Anzi Ridgecrest, il buco di culo del mondo dove avevamo pernottato, era ancora piuttosto lontana dall&#8217;Oceano. Perciò ci toccò la terza giornata consecutiva di macchina, anzi la quarta se contiamo anche il safari a Los Angeles. E che non si dica che non abbiamo sfruttato la Yukon. Comunque, almeno questa volta, il tragitto fu un po&#8217; più vario. Alternandoci alla guida, attraversammo quello che rimaneva del deserto, poi la campagna, i giacimenti petroliferi, le vigne californiane. Ci perdemmo su una strada senza uscita, ma solo perché il navigatore accidentalmente non prendeva, prima di arrivare finalmente alla costa, dove ad accoglierci c&#8217;erano freddo e nebbia, but this is California, baby. La sera stavamo a Santa Cruz, quella delle magliette da surfisti pronti a sfidare la morte per la seconda volta in un giorno solo.  Noi, non i surfisti. Eravamo usciti indenni dalla strada percorsa con Radix alla guida, potevamo forse farci spaventare dalla “death by brownie”? E come dei veri guerrieri, memori delle curve larghe, delle accelerate improvvise, delle inchiodate a fine curva, spazzolammo senza colpo ferire quella montagna di gelato, brownie e sciroppo di cioccolato che ci presentarono. La Nera Signora poteva attendere.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><a href="http://www.danessunaparte.com/photo/keep%20on%20cruising/lamerica/Miles%20and%20miles%20-%20aug%2017th/index.html" target="_self"><img class="alignleft size-medium wp-image-342" title="DSC_0119" src="http://www.danessunaparte.com/wp-content/uploads/2009/10/DSC_0119-700x467.jpg" alt="DSC_0119" width="700" height="467" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.danessunaparte.com/17/08/2009/miles-and-miles-%e2%80%93-aug-17th/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il deserto &#8211; aug 16th</title>
		<link>http://www.danessunaparte.com/16/08/2009/il-deserto-aug-16th/</link>
		<comments>http://www.danessunaparte.com/16/08/2009/il-deserto-aug-16th/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 16 Aug 2009 20:28:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dnp</dc:creator>
				<category><![CDATA[viaggi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.danessunaparte.com/?p=325</guid>
		<description><![CDATA[E poi fu deserto. Dopo un sabato sera passato a Las Vegas è l&#8217;unico modo per ripulirsi dalle scorie. Miglia e poi miglia e poi miglia di sabbia.
Questo post rimane volutamente intimista, come l&#8217;album che segue. Vedrete una Bibbia, una pompa di benzina, Zabriskie Point, strade, sabbia e una partita a stecca. A posteriori il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">E poi fu deserto. Dopo un sabato sera passato a Las Vegas è l&#8217;unico modo per ripulirsi dalle scorie. Miglia e poi miglia e poi miglia di sabbia.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo post rimane volutamente intimista, come l&#8217;album che segue. Vedrete una Bibbia, una pompa di benzina, Zabriskie Point, strade, sabbia e una partita a stecca. A posteriori il mio giorno preferito, a uso e consumo soprattutto di chi c&#8217;era.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.danessunaparte.com/photo/keep%20on%20cruising/lamerica/Il%20deserto%20-%20aug%2016th/index.html" target="_self"><img class="alignleft size-medium wp-image-326" title="aug 16th 001" src="http://www.danessunaparte.com/wp-content/uploads/2009/10/aug-16th-001-700x469.jpg" alt="aug 16th 001" width="700" height="469" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.danessunaparte.com/16/08/2009/il-deserto-aug-16th/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>From L.A. to Las Vegas &#8211; aug 15th</title>
		<link>http://www.danessunaparte.com/15/08/2009/from-l-a-to-las-vegas-aug-15th/</link>
		<comments>http://www.danessunaparte.com/15/08/2009/from-l-a-to-las-vegas-aug-15th/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 15 Aug 2009 16:45:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dnp</dc:creator>
				<category><![CDATA[viaggi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.danessunaparte.com/?p=317</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;ultima mattina losangelina la dedicammo alla ricerca del cellulare perduto del Mancio. Si trattava di porre riparo alla distrazione della sera prima, causata dal connubio alcool sopra la soglia della dignità &#8211; forze del maligno. In realtà, avere smarrito il cellulare in quelle circostanze, era una questione che trascendeva la materialità dell&#8217;oggetto in sè. Era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L&#8217;ultima mattina losangelina la dedicammo alla ricerca del cellulare perduto del Mancio. Si trattava di porre riparo alla distrazione della sera prima, causata dal connubio alcool sopra la soglia della dignità &#8211; forze del maligno. In realtà, avere smarrito il cellulare in quelle circostanze, era una questione che trascendeva la materialità dell&#8217;oggetto in sè. Era piuttosto una macchia nell&#8217;onore. Qualcosa da cancellare. E fu così che ci mettemmo sulle tracce di un simbolo, più che di un nokia. Dal motel, il primo tentativo da fare era chiamare il numero del Mancio, ormai ostaggio di chissà chi. Invece, il suddetto giaceva nel locale e riuscimmo a stabilire un contatto con la signora delle pulizie, la quale però doveva accompagnare il figlio alla partita di baseball, e non poteva rimanere lì per sempre. Avevamo due ore per passare al locale e rimediare al fattaccio. O almeno questo fu quello che capì il Mancio al telefono con la signora messicana. Infatti, attraversata mezza Los Angeles e giunti sul posto nel tempo record di un&#8217;ora e mezza, di persone nel locale neanche l&#8217;ombra e beffa delle beffe, dalla buca della posta, si riusciva a sentire distintamente il trillìo del telefonino. Una porta ci separava dalla salvazione. E a questo punto, come in ogni tragedia che si rispetti, il <em>deus ex machina</em> fece il suo ingresso trionfale nello svolgimento della storia. Nel caso specifico il <em>deus ex machina</em> si chiamava David Le Baron, una checca di due metri con un bicchiere da cocktail tatuato sul braccio, che si trovava per caso nel ristorante accanto e risultava essere uno dei gestori dell&#8217;ormai famigerato locale. Che Dio l&#8217;abbia in gloria. Il Mancio diede sfoggio di tutte le sue doti seduttorie e scambiò l&#8217;email con David. Qualche giorno più tardi, il cellulare arrivò in un pacchetto in un ostello di San Francisco, ma non corriamo troppo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ottenuto un contatto, la strada per lavare l&#8217;onta era ormai avviata e il tempo avrebbe fatto il suo corso. Noi finalmente potevamo ricominciare il nostro viaggio. Ci aspettava il deserto, il passaggio del confine con il Nevada, e infine Las Vegas. Il tragitto fu lungo. La strada, come nei film, sembrava non finire mai. Solo deserto e due lingue d&#8217;asfalto a tagliarlo. Miglia e miglia di niente a 40 gradi centigradi.</p>
<p style="text-align: justify;">E poi dal nulla: Las Vegas. La negazione della ragione umana fatta città. Percorri il deserto all&#8217;infinito per arrivare dove? A Las Vegas. Ricordate il tabellone del gioco Hotel? Ecco Las Vegas è così. Una città che non è una città. Due strade, persone ovunque e un&#8217;infinità di alberghi che riproducono mondi posticci. Ogni albergo ha il suo tema. C&#8217;è quello in stile egiziano, a forma di piramide, c&#8217;è quello in stile romano, con le statue di Cesare, c&#8217;è quello in stile veneziano, con le gondole, c&#8217;è quello in stile francese, con la Tour Eiffel. Tutto così, a parte i dollari, non c&#8217;è una cosa che sia vera. Ogni albergo, anche il più sfigato, dentro ha il suo bel casinò e in quelli più grandi c&#8217;è pure il centro commerciale. Una slot machine gigantesca pronta a succhiarti monetine a ogni passo.</p>
<p style="text-align: justify;">La follia investì tutti i nostri movimenti. Dall&#8217;albergo, non troppo centrale, pieno zeppo di vecchiette venute a passare il weekend sedute davanti alle slot, alle strade talmente cariche di luci e di stimoli visivi, da far venire bruciore agli occhi dopo mezzora, alla folla di gente che camminava sui marciapiedi, creando due corsie vere e proprie, una per ciascun senso di marcia, dalle quali era sconsigliabile uscire, pena lo smarrimento istantaneo dei propri cari. Abbiamo giocato alla roulette, siamo sopravvissuti a quel delirio di gente, abbiamo anche preso la monorotaia. Lì per lì pensai che dopo quella sera non sarei stato più lo stesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco, Las Vegas credo sia il posto più assurdo che io abbia visto in tutta la mia vita.</p>
<p><a href="http://www.danessunaparte.com/photo/keep%20on%20cruising/lamerica/From%20L.A.%20to%20Las%20Vegas%20-%20aug%2015th/index.html" target="_self"><img class="alignleft size-medium wp-image-320" title="aug 15th 034" src="http://www.danessunaparte.com/wp-content/uploads/2009/08/aug-15th-034-700x467.jpg" alt="aug 15th 034" width="700" height="467" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.danessunaparte.com/15/08/2009/from-l-a-to-las-vegas-aug-15th/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>7</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
