Tilt shift
Da un po’ di tempo Unipol ha fatto uscire uno spot creato con la tecnica del tilt shift. E visto che è un po’ di tempo che volevo fare un post proprio su questo, ne approfitto.
Avete presente quelle foto in cui i panorami sembrano un plastico e le persone pupazzetti del subbuteo? Ecco quello è il tilt shift. Originariamente quest’effetto si otteneva con gli obiettivi basculanti, roba da professionisti veri. Se non lo conoscete vi consiglio Olivo Barbieri, uno che il tilt shift è roba sua. Ora si va soprattutto a botte di postproduzione, ma insomma l’effetto quello è: forte contrasto, colori vividi e solo una piccola porzione di foto a fuoco, per rendere tutto un plastico. Se poi si fanno migliaia di foto così, si montano in sequenza, con un po’ di musica in sottofondo, ecco che si crea un nuovo genere fotografico.
E i pubblicitari ne approfittano. Questo lo spot di Unipol:
Questo invece uno dei video di Keith Loutit, un fotografo australiano, che coi video in tilt shift c’è diventato famoso. E si capisce pure perché.
Per finire il gruppo di flickr sull’argomento. E se ancora non vi è bastato, mettetevi su youtube o vimeo e ci passate le notti.
Commenta