Loro stunt fori
Mamma mia quanto tempo è passato dall’ultimo post! Più di un mese e mezzo. Le ragioni sono varie, ma le principali sono state la voglia di prendermi una pausa dalle foto, il lavoro e soprattutto l’acquisto di un imac da 27″, che mi ha costretto a ricominciare tutto daccapo con il finder, le mele e i vecchi programmi che su mac non girano. Insomma, il tempo libero l’ho passato a cercare di capire come si istallano e disistallano applicazioni, ad aumentare e diminuire la luminosità del monitor e a imparare a navigare tra i menu sfiorando il dorso del magic mouse con tutta la delicatezza del mondo. La regolazione della luminosità è l’unica abilità veramente perfezionata.
Prima ho detto che mi sono preso una pausa dalle foto. E’ vero. Sto scattando con molta meno frequenza rispetto a qualche tempo fa, ma solo perché ormai ho delle velleità. Meno foto, ma per occasioni che meritano davvero.
Così domenica scorsa finalmente sono riuscito ad andare a fare qualche foto a mio cugino mentre si allenava con la moto. Mio cugino meriterebbe una lunga presentazione, ma vi basti sapere che è mio cugino e che da sempre nutre una passione alternativa per i motori. Quando si dice motori, uno pensa subito alle macchine, alle gare di formula uno, a Valentino Rossi. Roba per le masse, insomma. Ma mio cugino non è uno da consumo massificato, così negli anni ha sviluppato un suo personalissimo approccio al mondo dei motori, mai banale, mai scontato. Da piccoli la passione totale erano i camion, e più erano grossi e rumorosi, più erano affascinanti. Poi fu l’epoca dell’Alfa 75, cui seguì la guida sportiva, credo con la 127. Poi l’incontro con le moto. Prima la pista, le tute in pelle e le saponette da consumare. Poi le prime pinne e la scoperta dello stuntbiking, in cui c’è tutto quello che più lo rappresenta: passione, abnegazione e pazzia.
Le foto che seguono vogliono essere un omaggio a lui, al Freddo, a Didi, a Iuri e Antonio.
State fori.
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