NYC – aug 8th
Se vivete a Brooklyn, ma uscite tardi da casa, avete delle bici da riconsegnare a Manhattan, e come il principe cerca moglie, prima volete andare nel Queens, per nessun motivo affidatevi al navigatore dell’iphone di Radix. Comincereste a vagare senza meta nella zona di Dumbo, senza alcuna idea delle distanze da percorrere, né tanto meno della direzione da prendere. Piuttosto decidete di affrontare la salita del ponte di Manhattan, così ve li siete fatti entrambi, ripetendovi ossessivamente che alla fine di ogni salita c’è sempre una discesa. Conquistata la vetta, lasciate che la forza di attrazione gravitazionale faccia il suo, lanciandovi a tutta velocità sulla rampa che sbuca in piena Chinatown, e godetevi NewYork che vi viene prepotentemente contro. Certo il negozio delle bici è lontanto, ma pedalare è salutare, sempre. Magari c’è da prestare attenzione alla catena che può saltare, facendovi quasi ammazzare, ma voi siete tutte persone dotate di un’intelligenza quanto meno media, perciò le mie sono raccomandazioni inutili.
Era sabato, noi avevamo riconsegnato le bici e alle 3 a Central Park cominciava a suonare Boys Noize. Si sa, in America, se dicono che l’inizio di un concerto è alle 3, inizia alle 3, perché questi sono precisi. Vabbè, ma magari ci mangiamo una cosetta al volo, che non comincerà mai alle 3 spaccate. Sì invece, gli americani sono svizzeri. Aspè, me so’ perso, come fanno a essere americani e pure svizzeri? Ma perché gli svizzeri so’ svizzeri e basta? E poi dobbiamo pure trovare il posto. Per arrivare al Summer Stage non c’abbiamo messo molto e Boys Noize, nonostante sia tedesco, ha cominciato a suonare alle 5. Però eravamo nel posto giusto. A un certo punto è sbucato fuori anche Merlin Bronques, il fotografo di Lastnightsparty, uno dei siti che seguo da anni e che trovate tra i miei link. Vale la pena mettere il collegamento alla sua galleria di quel giorno, così giusto per valutare come ognuno si viva lo stesso evento come merita.
Dopo il concerto di Boys Noize, siamo tornati dalle parti di Washington Sq, in cerca di musica dal vivo. Su consiglio della cameriera israeliana del posto dove abbiamo mangiato hummus, siamo finiti al Bitter End. Tre concerti uno dietro l’altro, con gli All Left Out su tutti e la cameriera che era diventata la nostra migliore amica.
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