Primo maggio. Festa dei lavoratori.
“Stanchi degli happyhour? Ne avete abbastanza degli afterparty? I brunch hanno smesso di essere cool già da tempo?
Siete pronti per la nuova frontiera dell’enogastronomic entertainment: il pranda!
Dal New Mexico, il pranzo-merenda, un po’ come la febbre suina, sta contagiando tutti i club del mondo.
Ed è con immenso piacere che vi invito tutti al primo private-house pranda romano. Un evento esclusivo che avrà luogo nel mio loft il giorno della festa dei lavoratori, a ridosso del concertino che stanno organizzando sotto casa.”
Questo il testo dell’invito che ho mandato a qualche conoscente per mangiare due cosette insieme e poi andare al concerto in piazza. Ed è anche la parte del primomaggio di cui ho memoria. Bel pomeriggio, a casa, primo sole caldo, birra e troppa roba da mangiare. Tutto bene.
Quello che è successo dopo a me, Mancio e Kuki credo che aleggerà per sempre nelle nostre menti, e va bene così, meglio non avere tracce. A parte quelle sulla porta della mia stanza.
Il resto è nelle foto.
Commenta
