Problemi di digestione dopo la combo vigilia-venticinque? Increduli perché ci vuole un’abilità a sbagliare regalo tutti gli anni? Nonna prova a barare pure a sette e mezzo? A me del Natale non me ne pò fregà de meno? Fare un super festone il giorno di Santo Stefano è un ottimo modo per superare tutto questo. Se poi il festone è organizzato per promuovere il libro Nevermind – storie e canzoni degli anni 90, buttarla sul revival degli unici anni che ci sono appartenuti davvero è tutt’uno. Ne è venuta fuori una notte indimenticabile, tutta dedicata al decennio delle nostre prime volte. Non so se ci fosse la Fanta al bar, ma il resto è stato tutto veramente anni ‘90, anche le pomiciate.
Si è cominciato con un sound check per una piccola schiera di eletti, che solo con quello avevamo fatto serata. Provava la OneNiteBand che di lì a poco avrebbe spaccato il culo. Emanuele Mancini voce, Daniele Fiaschi chitarra, Pietro Casadei basso, Andrea Palmeri batteria. La formazione era particolarmente in forma già dal tardo pomeriggio e la morale del sound check è stata: riesci a menà de meno sulla batteria? che se continuate così manco ce fanno aprì stasera…
Poi l’aperitivo e l’arrivo delle prime persone. Oh bella, auguri eh, tutto a posto? La birra, il vino, i crostini.
E poi il concerto. In scaletta da Jeremy dei Pearl Jam a Bullet with butterfly wings degli Smashing Pumpkins, passando per Grace, Lithium e Paranoid Android. Una quindicina di pezzi che hanno visto anche la featuring di Luca Quaranta alla chitarra, il bis su Killing in the name of dei RATM e come fade-out tre pezzi degli Elettrojoyce con Stefano Romiti, ex del gruppo romano. Roba forte. A rischio di essere blasfemi, questi signori sono riusciti nella difficile impresa di non far rimpiangere gli originali. Hanno fatto musica e se mi passate di nuovo questa espressione, hanno veramente spaccato il culo. Abbiamo urlato, cantato, pogato. Come solo quando ci scambiavamo ancora le cassette.
A seguire l’immancabile dj set dance-pop, rigorosamente tutto dedicato all’ultimo decennio del vecchio millennio. L’adolescenza quindici anni dopo. Roba da far venire un brividino pure a Chuck Norris.
Insomma una festa coi controcazzi, anzi come avremmo detto allora, una festa da paiura cioè troppo sghicia, oh.
Ora le foto. Ne ho caricate uno sproposito. Il totale dice 180. Chiedo venia, ma non sono riuscito ad affinare la selezione. Quello che posso fare è suggerirvi delle istruzioni per l’uso, per vederle senza rischiare istinti suicidi o peggio omicidi:
- come al solito cliccate sulla foto qui sotto
- mettete Killing In The Name Of dei Rage Against The Machine, dai se non ce l’avete, la caricate da Youtube
- premete F11 per lo schermo intero
- cliccate due volte la freccia in alto a destra della galleria e impostate il ritardo a 1 secondo
- Zarfolino sei un grande
- buone tante foto
E ricordate: saremo stati anche più magri, ma c’avevamo i brufoli.
