Pool Party 2010

E come l’anno scorso… Danessunaparte nacque esattamente un anno fa, con il Pool Party 2009. A un anno di distanza, non si poteva mancare la festa più decisiva dell’estate. E anche quest’anno l’attesa è stata premiata.

Per le parole andate qui. Per le immagini Danessunaparte. Un consiglio: fate partire lo slideshow in alto a destra e piano piano che le foto avanzeranno, comincerete a risentire il casino di quella sera.

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p.s. per eventuali censure di celluliti, panze, atteggiamenti equivoci scrivete a dnp@danessunaparte.com, però ricordate che siete belli soprattutto perché siete così.

Sonar 2010

La prima volta non si scorda mai. Ma se viene la sorellina, incontri la mitica Tamayugi e suonano i Chemical Brothers prende bene anche la seconda. Questo è un po’ il bilancio del Sonar di quest’anno.

Poco da dire, a parte il fatto che la non stop mezzanotte-lesette a ballare con mia sorella, Antonio e Zarfo, più le chiacchiere con Eugenia e il Tommi valgono i sessanta euro che abbiamo pagato. Cioè posso dire di aver visto i Chemical gratis.

Seguono le foto. Mancio non rosicare. Troppo.

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Prodezze fuori area

La formula dell’evento pubblico con dimensioni private sta prendendo sempre più piede. Mentre proliferano i gazebo lungo le banchine del tevere, le discoteche a cielo aperto tornano ad occupare intere colline, gli stabilimenti si preparano ad accogliere il fiore di questa gioventù, c’è chi in piena controtendenza si inventa piccoli grandi avvenimenti la cui promozione avviene quasi solo su internet. Cose da fare (faccio cose, vedo gente) che si autoproducono e autodiffondono. Mi vengono in mente gli aftershow all’Angelo Mai, le cene carbonare, gli house concerts. Eventi che propongono una qualità altissima per uno sparuto gruppo di persone. Intrattenimento per una élite di attenti e fortunati fruitori. Ecco, senza fregiarmi di alcun merito, ogni tanto mi sono ritrovato in queste situazioni che anche Roma sa offrire. Così è stato anche per il concerto di Giampaolo Felici degli Ardecore, ultimo di una serie di appuntamenti felicemente etichettati come “Prodezze fuori area”, organizzati da quelli di Sporco Impossibile nella loro sede al Pigneto. Formula vincente: uno scantinato ripulito, divani che fanno salotto (di Rosanna), ognuno che porta da mangiare e da bere, ottima musica gratis. Che voi de più?

Ecco qualche foto dell’ultima prodezza, in attesa che, smaltite le tossine del mondiale e ultimata la preparazione estiva, a settembre ricominci questo campionato carbonaro.

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Solo un Presidente

Il Presidente meriterebbe due parole. Ma ci sono cose che è meglio lasciare nell’intimità di un ristretto nucleo di persone, anche perché sono un po’ stanco. E allora vi basti sapere che le foto che seguono sono la cronaca del primo party presidenziale del nuovo decennio. Sullo sfondo la Casa Bianca dopo i lavori, l’alcol a facilitare le chiacchiere, una maglietta dell’Italia che manco i crucchi, con Ascion Man di nuovo fra noi e la partecipazione straordinaria della Roscia. Insomma una sera di ricordare.

Grazie Presidente.

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Ciemmona 2010

E’ più o meno un anno che vado in bici. Ho ereditato la bicicletta da corsa di mio padre, di quelle comprate a Porta Portese, che Decathlon non c’era. Ho cominciato a girare per Roma e mi è presa la fissa. Ci vado ovunque. Cerco di godermela il più possibile. E ogni volta, prima di salire, mi viene una specie di brivido. Penso che per un po’ di strada, invece di essere ingranaggio, sarò motore. E veniteme a dì qualcosa.

Così lo scorso fine settimana, fomentato dal giovane senso di appartenenza e fermamente convinto che, distanze permettendo, la bici sia un mezzo di trasporto efficace e virtuoso, ho fatto anch’io massa critica. Una pedalata per le strade di Roma per rovesciare almeno per un giorno i rapporti di forza. La città sottratta alle macchine e invasa da migliaia di biciclettari.

Ho fatto qualche foto, anche se non di tutta.

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Trent’anni e non sentirli

Zarfolino ha compiuto 30 anni. Fa quasi impressione a scriverlo e se uno ci pensa è un mezzo scandalo. Sottrarre aria e risorse a tante persone molto più degne, per un periodo così lungo non è una cosa bella, eh Zarfolì. Ma tant’è.

Ora potrei tediare tutti quelli che non lo conoscono nel tentativo di descrivere chi sia Zarfo, o tutti quelli che lo conoscono parlando di chi sia Zarfo per me. Ma visto che in entrambi i casi rischierei di scrivere una puntata di Super Quark, meglio ripiegare sulla sintesi: egli è un grande. Anzi è immenso. Anzi infinito. Oltre. Ecco, Zarfo è Oltre.

Quelle appresso sono le foto della festa dell’Oltre, colto nell’attimo del cambio di decade. Festa che è cominciata un venerdì sera al Blow ed è finita due giorni dopo a Lavinio Beach.

Zarfolì, tu… tu sei un grande.

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Loro stunt fori

Mamma mia quanto tempo è passato dall’ultimo post! Più di un mese e mezzo. Le ragioni sono varie, ma le principali sono state la voglia di prendermi una pausa dalle foto, il lavoro e soprattutto l’acquisto di un imac da 27″, che mi ha costretto a ricominciare tutto daccapo con il finder, le mele e i vecchi programmi che su mac non girano. Insomma, il tempo libero l’ho passato a cercare di capire come si istallano e disistallano applicazioni, ad aumentare e diminuire la luminosità del monitor e a imparare a navigare tra i menu sfiorando il dorso del magic mouse con tutta la delicatezza del mondo. La regolazione della luminosità è l’unica abilità veramente perfezionata.

Prima ho detto che mi sono preso una pausa dalle foto. E’ vero. Sto scattando con molta meno frequenza rispetto a qualche tempo fa, ma solo perché ormai ho delle velleità. Meno foto, ma per occasioni che meritano davvero.

Così domenica scorsa finalmente sono riuscito ad andare a fare qualche foto a mio cugino mentre si allenava con la moto. Mio cugino meriterebbe una lunga presentazione, ma vi basti sapere che è mio cugino e che da sempre nutre una passione alternativa per i motori. Quando si dice motori, uno pensa subito alle macchine, alle gare di formula uno, a Valentino Rossi. Roba per le masse, insomma. Ma mio cugino non è uno da consumo massificato, così negli anni ha sviluppato un suo personalissimo approccio al mondo dei motori, mai banale, mai scontato. Da piccoli la passione totale erano i camion, e più erano grossi e rumorosi, più erano affascinanti. Poi fu l’epoca dell’Alfa 75, cui seguì la guida sportiva, credo con la 127. Poi l’incontro con le moto. Prima la pista, le tute in pelle e le saponette da consumare. Poi le prime pinne e la scoperta dello stuntbiking, in cui c’è tutto quello che più lo rappresenta: passione, abnegazione e pazzia.

Le foto che seguono vogliono essere un omaggio a lui, al Freddo, a Didi, a Iuri e Antonio.

State fori.

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Nevermind Party @ Blow

Problemi di digestione dopo la combo vigilia-venticinque? Increduli perché ci vuole un’abilità a sbagliare regalo tutti gli anni? Nonna prova a barare pure a sette e mezzo? A me del Natale non me ne pò fregà de meno? Fare un super festone il giorno di Santo Stefano è un ottimo modo per superare tutto questo. Se poi il festone è organizzato per promuovere il libro Nevermind – storie e canzoni degli anni 90, buttarla sul revival degli unici anni che ci sono appartenuti davvero è tutt’uno. Ne è venuta fuori una notte indimenticabile, tutta dedicata al decennio delle nostre prime volte. Non so se ci fosse la Fanta al bar, ma il resto è stato tutto veramente anni ‘90, anche le pomiciate.

Si è cominciato con un sound check per una piccola schiera di eletti, che solo con quello avevamo fatto serata. Provava la OneNiteBand che di lì a poco avrebbe spaccato il culo. Emanuele Mancini voce, Daniele Fiaschi chitarra, Pietro Casadei basso, Andrea Palmeri batteria. La formazione era particolarmente in forma già dal tardo pomeriggio e la morale del sound check è stata: riesci a menà de meno sulla batteria? che se continuate così manco ce fanno aprì stasera…

Poi l’aperitivo e l’arrivo delle prime persone. Oh bella, auguri eh, tutto a posto? La birra, il vino, i crostini.

E poi il concerto. In scaletta da Jeremy dei Pearl Jam a Bullet with butterfly wings degli Smashing Pumpkins, passando per Grace, Lithium e Paranoid Android. Una quindicina di pezzi che hanno visto anche la featuring di Luca Quaranta alla chitarra, il bis su Killing in the name of dei RATM e come fade-out tre pezzi degli Elettrojoyce con Stefano Romiti, ex del gruppo romano. Roba forte. A rischio di essere blasfemi, questi signori sono riusciti nella difficile impresa di non far rimpiangere gli originali. Hanno fatto musica e se mi passate di nuovo questa espressione, hanno veramente spaccato il culo. Abbiamo urlato, cantato, pogato. Come solo quando ci scambiavamo ancora le cassette.

A seguire l’immancabile dj set dance-pop, rigorosamente tutto dedicato all’ultimo decennio del vecchio millennio. L’adolescenza quindici anni dopo. Roba da far venire un brividino pure a Chuck Norris.

Insomma una festa coi controcazzi, anzi come avremmo detto allora, una festa da paiura cioè troppo sghicia, oh.

Ora le foto. Ne ho caricate uno sproposito. Il totale dice 180. Chiedo venia, ma non sono riuscito ad affinare la selezione. Quello che posso fare è suggerirvi delle istruzioni per l’uso, per vederle senza rischiare istinti suicidi o peggio omicidi:

  1. come al solito cliccate sulla foto qui sotto
  2. mettete Killing In The Name Of dei Rage Against The Machine, dai se non ce l’avete, la caricate da Youtube
  3. premete F11 per lo schermo intero
  4. cliccate due volte la freccia in alto a destra della galleria e impostate il ritardo a 1 secondo
  5. Zarfolino sei un grande
  6. buone tante foto

E ricordate: saremo stati anche più magri, ma c’avevamo i brufoli.

Forget this Xmas @ Blow

Aftershow all’Angelo Mai

Mettere mano a questo post non è cosa semplice. Quello che è successo la notte scorsa non succede tutti i giorni e poi è passato troppo poco tempo per avere la giusta distanza e poterne disquisire. E’ stata senza dubbio una notte magica, di quelle che capitano una volta e basta. Siamo andati al nuovo Angelo Mai, memori di un’altra sera speciale coi Calibro 35 (di cui devo mettere qualche foto), perchè nell’aria c’era la sensazione che sarebbe stata una notte decisiva. E la lunga attesa al freddo alla fine ci ha premiati. In una botta sola Pino Marino, Andrea Pesce, Roberto Angelini con gli altri musicisti del Collettivo Angelo Mai, e ancora Paolo Benvegnù e Roberto Dell’Era, Rodrigo D’Erasmo, Manuel Agnelli. Dall’una e mezza alle cinque. Una notte di Musica scritta da nessuna parte, venuta fuori quasi per caso. Dalla quale ancora faccio fatica a riprendermi.

Mi scuso per la quantità forse eccessiva di foto, ma molte sono soprattutto per quelli che c’erano.

Grazie.

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This is rock and roll

Non c’è niente da fare. Io quando suonano i Rigenera mi scateno. Mi piace fotografarli. Non sempre tiro fuori cose decenti, un po’ per colpa mia, un po’ per le condizioni oggettive in cui uno si trova a fare foto. Ma, con la scusa della musica, le loro serate sono sempre l’occasione per vedere un certo giro di persone, fare casino e ubriacarsi. L’altra sera hanno organizzato una specie di jam session roccherroll al 56th Street e non si è fatto eccezione. E’ finita in caciara come al solito.
Io ho fatto qualche scatto, e col senno di poi, avrei potuto fare meglio. Ma siccome ultimamente lo sto dicendo un po’ troppo spesso, o ci sto un po’ più attento o mi rassegno ad essere una pippa.
Certo potrei giustificarmi dicendo che rimanere fedeli alle luci ambientali non è mai semplice, che il flash o non spara o brucia, bla bla bla. In realtà sti cazzi della tecnica, questo è quello che ho visto, rumoroso e alcolico. Ovviamente dedicato ai Rigenera.

Rock'n'roll@56th Street 144


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